Il Piano Regolatore Generale è stato introdotto dalla legge urbanistica del 1942 ed è un documento che disciplina la trasformazione del territorio comunale, unico per ogni Comune ed è composto da elaborati grafici e da norme tecniche di attuazione, che regolamentano tutte le attività edilizie che si possono effettuare.

Il compito di un piano regolatore è quello di prevedere lo sviluppo della popolazione di un territorio, ed in base a questi parametri fornire le linee guida per gli interventi che in esso si possono realizzare sia dall’amministrazione per la realizzazione di opere pubbliche, che da parte del privato cittadino. Entrambi sono tenuti all’osservazione delle prescrizioni contenute nel piano.

In ogni pratica urbanistica, da quella per spostare una porta lungo un muro a quella per costruire un nuovo centro commerciale da 50.000mc è necessario “prendere visione” del PRG del comune in cui si sta operando in modo da verificare la fattibilità dell’intervento o meno. Questo vale per qualsiasi intervento edilizio da realizzarsi, che non potrà essere realizzato esclusivamente sulla base del diritto di proprietà dell’immobile ma verificato di volta in volta se coerente con le normative vigenti e dopo tali necessarie verifiche, provvedendo ad inoltrare la giusta istanza autorizzativa.

Costituito il nuovo piano avrà una durata illimitata e potrà essere modificato da successive varianti al P.R.G. Il suo potere diretto è limitato dai vincoli di tutela (paesaggistico, idrogeologico, storico, ecc…)

L’iter costitutivo di un P.R.G. è rappresentato dalla previsione, ovvero dallo studio ed analisi del territorio e delle esigenze della popolazione da parte di professionisti incaricati dal Comune, per realizzare delle linee guida, ovvero delle norme tecniche di attuazione; il secondo passaggio è quello dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale e della sua pubblicazione, presso le sedi comunali o altre aree preposte per la necessaria pubblicità ed informazione ai cittadini; quest’ultimi hanno 30 giorni di tempo per prenderne conoscenza e proporre le loro osservazioni nei successivi 30 giorni, ovvero delle proposte di modifica del Piano con opportune motivazioni. Quest’ultime, se ritenute fondate e non in contrasto con gli obiettivi comunali, saranno esaminate e controdedotte dal Consiglio Comunale che provvederà infine all’approvazione del Piano Regolatore Generale.

Redatto
Geom. Ivan Bastianelli
Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma al n. 11279

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